La leggenda dei fantasmi del castello di Macereto

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16.03.2020

Il castello di Macereto è abitato da fantasmi? È quello che racconta una delle tante leggende diffuse in Umbria che riguarda questo antico castello di un piccolo borgo: quello di Macereto Alto appunto, frazione del comune di Piegaro in provincia di Perugia. Tra storia e mistero, questa leggenda si tramanda da secoli e genera curiosità, fascino e anche un po’ di timore tra chi si trova a passare in queste zone.

Il castello di Macereto

Il castello di Macereto si trova lungo la strada Pievaiola che collega i comuni di Piegaro e Città della Pieve, a un’altezza di 300 metri sul livello del mare. Non solo la sua architettura, ma anche la posizione conferiscono all’edificio un aspetto austero e carico di mistero. Arroccato su di un’altura si staglia in mezzo ai boschi che lo circondano. Secondo le ricostruzioni storiche, all’inizio in questo luogo si trovava un comune borghetto che poi, nella prima metà del 1400, è stato trasformato in un edificio fortificato. La sua funzione principale era quella di difendere il vicino paese di Piegaro, essendone un fondamentale avamposto, grazie anche alla posizione rialzata e alla vista di cui gode la torre che spazia su un’ampia parte del territorio circostante. Proprio per le opere che realizzò e per le battaglie che sostenne nel corso del XV secolo, gli abitanti di Macereto, in questi anni, chiesero e ottennero dal Papa l’estinzione di debiti, l’esenzione dalle imposte e altre agevolazioni economiche. E sempre al 1400 sembrano riferirsi i fatti che hanno dato vita alla leggenda di fantasmi che interessa questo castello umbro.

Fantasmi di guerrieri

Guerrieri, forse cavalieri medievali: sarebbero questi, secondo la leggenda, i fantasmi che ancora oggi abitano il castello di Macereto. Le figure misteriose, che sarebbero state anche protagoniste di numerose apparizioni, si muoverebbero come un vero plotone militare. Il luogo in cui sarebbero apparse a curiosi e abitanti dei paesi circostanti ha tra l’altro un nome che non fa che contribuire alla sensazione di inquietudine inevitabilmente suscitata da questi racconti: viene chiamato Poggio delle Forche, forse a indicare un posto in cui venivano effettuate esecuzioni capitali. Secondo alcune versioni questa leggenda sarebbe legata all’omicidio di Vitellozzo Vitelli ad opera di Cesare Borgia. Secondo altre ricostruzioni invece l’origine di tutto sarebbe da collocare più genericamente nel XV secolo: in quest’epoca di incursioni e saccheggi un manipolo di combattenti avrebbe difeso strenuamente il castello da un assalto nemico, pagando con la vita. Sarebbero proprio questi valorosi soldati ad abitare ancora quel posto, ma sotto forma di figure immateriali, misteriose e anche spaventose. Il loro aspetto è terribile perché non è quello di uomini, ma di spettri o scheletri, con occhi scavati e ossa in vista. Si manifestano di notte, scendendo le scalinate dell’edificio in file di due, pronti ancora a difendere la fortezza.

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