monaci fantasma monte subasio

I monaci fantasma del monte Subasio

orn-1
18.10.2018

L’Umbria è una terra ricchissima di misteri e di leggende e, tra queste, una particolarmente suggestiva e inquietante è senza dubbio la leggenda dei monaci fantasma del Subasio. L’antica storia, che sopravvive ormai solo grazie al racconto di alcuni contadini e che è raccontata in alcuni libri dedicati all’Umbria e alle sue tradizioni, è ambientata proprio sul famoso monte dell’Appennino Umbro-Marchigiano, in un convento, nei pressi di Assisi, oggi andato distrutto e di cui non si hanno più tracce. Non si sa molto di più né del luogo né del tempo in cui i fatti sarebbero avvenuti.

A fare da cornice agli eventi narrati dalla leggenda c’è la tradizione rurale umbra e la devozione tipica della popolazione delle campagne del passato. Sembra infatti che la comunità di fedeli residente nei pressi del castello fosse particolarmente solerte nell’organizzare processioni, veglie e altre occasioni di preghiera, in ogni stagione dell’anno e per tante diverse ragioni: chiedere delle piccole grazie, ringraziare per quanto ricevuto o celebrare ricorrenze e anche eventi e accadimenti particolari.

A quanto pare tuttavia i monaci che abitavano il convento, non gradivano affatto tutto questo fervore e anzi ne erano infastiditi per il “lavoro extra” che procurava loro. Non solo, ma una volta tolto il saio sembra che questi religiosi fossero presi da ben altro che dal coltivare la preghiera e la spiritualità: salvate le apparenze di castità e rispetto delle regole di vita cristiana, una condotta degenerata e peccaminosa avrebbe infatti caratterizzato le loro esistenze.

Ebbene secondo la leggenda un evento straordinario – si parla di una calamità o di un’epidemia – sopraggiunse un giorno a interrompere la vita sacrilega del convento: nessuno dei monaci sopravvisse e anche l’edificio andò distrutto. Ma già poco tempo dopo, nei terreni circostanti, iniziò ad accadere qualcosa di tanto misterioso quanto inquietante: capitava spesso di vedere delle figure in lontananza camminare in fila con delle fiaccole accese e succedeva di sentire delle voci pregare e cantare. Le genti del posto si convinsero quindi che si trattasse di fantasmi, o meglio dei fantasmi proprio di quei monaci corrotti, condannati a espiare le proprie colpe compiendo da morti, per l’eternità, quelle celebrazioni che rifiutavano in vita. Secondo alcuni ancora oggi è possibile scorgere di tanto in tanto, sulle alture del monte Subasio, delle ombre nere che procedono a passo lento con delle candele in mano.

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