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Matteuccia da Todi: con lei iniziò la caccia alle streghe

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20.03.2019

Matteuccia da Todi è un personaggio importante sia per la città che per la storia medievale italiana. Matteuccia di Francesco – questo il nome esatto della donna – nacque a Ripabianca nel 1388. Era una “Domina Herbarum”, esperta conoscitrice delle erbe e capace di preparare con esse unguenti e infusi per mezzo dei quali – grazie anche al ricorso a formule magiche da recitare – si racconta fosse in grado di guarire sia dalle malattie del corpo che dalle pene dell’anima. I suoi rimedi sembra fossero davvero efficaci e quindi sempre più persone si rivolgevano a lei per beneficiarne. Molti dei consigli che elargiva erano assolutamente innocui e a limite potevano risultare strani o stravaganti, in altri casi la donna faceva ricorso a pozioni e rituali più misteriosi e macabri.

Tra i suoi clienti e protettori c’era Braccio Fortebracci, celebre condottiero e signore di un ampio territorio che comprendeva Perugia e, per un breve periodo, anche Todi. Secondo alcuni studiosi fu proprio questa amicizia a decretare la sua condanna a morte: Matteuccia venne infatti accusata di stregoneria. Un modo, forse, per colpire proprio Braccio da Montone che spadroneggiava appunto nell’Italia centrale ai danni di Papa Martino V.

I verbali del processo, svoltosi a Todi ad opera del “Tribunale dei Malefici”, sono arrivati fino ad oggi e sono conservati nell’Archivio storico comunale. Trenta i capi di imputazione e tra questi le accuse di aver convinto un faccendiere di Braccio a recuperare le carni di un uomo morto annegato per realizzare un olio con cui curò le ferite di un malato, di essere in grado di trasformarsi in una gatta e di aver volato su di un capro fino al famoso noce di Benevento – secondo racconti e leggende, riportati anche negli atti del processo, sarebbe stato un luogo in cui le streghe si incontravano in presenza del demonio -, di aver bevuto il sangue di molti bambini. Al termine del processo Matteuccia non aveva prodotto nessun tipo di difesa, né nessun altro lo aveva fatto per lei, e risultò invece rea confessa, probabilmente in seguito alla pratica, al tempo molto diffusa, della tortura degli imputati.

Matteuccia è stata tra le prime donne in Europa ad essere processata per stregoneria e la prima ad essere condannata al rogo. Il 20 marzo 1428, a 40 anni, è stata bruciata viva a Todi, in Piazza del Montarone, poco distante da Piazza del Popolo. Contro di lei si mosse anche Bernardino da Siena e si dice che lo storico tiglio monumentale presente davanti al Convento di Montesanto venne piantato in occasione della visita del religioso a Todi che sarebbe avvenuta proprio nel 1428.

Ancora oggi la storia di questa donna viene approfondita, raccontata e considerata simbolica degli orrori commessi dall’Inquisizione. Alla sua figura sono stati dedicati convegni, rievocazioni, spettacoli teatrali e anche l’Orto della strega Matteuccia, presso l’Istituto agrario di Todi: un vero e proprio orto e giardino, ricco di erbe aromatiche e officinali, utilizzato per visite e approfondimenti, tra storia e botanica.

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